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Il welfare aziendale speso nell’istruzione dei figli: un investimento conveniente

Dal bonus asilo a quello per l'acquisto di libri scolastici, dalla retta dell'università fino al corso formativo per aiutare a cercare sbocchi occupazionali: ormai il welfare aziendale può accompagnare la vita del figlio del dipendente dai primissimi anni fino al momento che precede l’ingresso nel mercato del lavoro. Sta crescendo in modo esponenziale il ricorso a questi servizi, come dimostrano recenti ricerche, che risultano ormai tra i più graditi in assoluto dai collaboratori. Anche per questo apprezzamento i servizi dedicati ai figli e alla loro istruzione stanno conquistando sempre più spazio nei piani di welfare aziendale.

 

Un risparmio e tante possibilità di scelta

Il futuro occupazionale dei figli è uno dei primi pensieri dei genitori. Dunque, per un dipendente, avere l'opportunità di investire nell'istruzione e nella formazione del figlio anche grazie al supporto dell'azienda in cui è impiegato è spesso un'occasione da sfruttare. Le ultime due leggi di Bilancio hanno favorito i benefit aziendali dedicati all'istruzione dei figli a tutti i livelli: dalle scuole materne fino al master post laurea. Rientrano nella stessa categoria anche borse di studio assegnate in base a diversi parametri (a partire dai voti scolastici) e viaggi studio all'estero. Se consideriamo che i costi per l'istruzione di un figlio ammontano a oltre 1.000 euro all’anno di media, è chiaro come, prima ancora che un investimento, il welfare aziendale speso nell'istruzione dei figli sia un risparmio.

 

Fiscalità e convenienza

Convenienza che si nota anche studiando l’aspetto normativo. Nel caso di premio aziendale il dipendente può scegliere se ricevere il riconoscimento in denaro o in benefit. Fino a 4.000 euro, in base all'ultima manovra, viene applicata una tassazione sostitutiva al 10%, ma nel caso si scelga di destinare tale somma a misure di welfare aziendale, tra cui rientrano quelle in istruzione dei figli, l'esenzione fiscale è completa. Significa che i 4.000 euro sono netti, totalmente esentasse. La rata universitaria, la retta dell'asilo, i libri scolastici sono spese che qualunque genitore deve affrontare a prescindere. Per cui tanto vale farlo con il welfare aziendale, portando a rimborso le spese sostenute o utilizzando il voucher, che permette di scegliere tra gli operatori e i servizi a disposizione sulla piattaforma senza alcun anticipo di denaro, in base alle modalità di fruizione previste del proprio piano di welfare aziendale.

 

Migliora la considerazione dell’azienda in famiglia

Oltre ai tanti benefici evidenti per il dipendente, ci sono vantaggi indiretti anche per l'azienda. La considerazione dell'impresa, nella famiglia del collaboratore, sarà alta se è anche grazie all'azienda dove è occupato un genitore che si riesce a pagare la retta dell'asilo, la tasse universitaria o il master di specializzazione.

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