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Dalla riforma della “Buona scuola” un buono nido fino a 150 euro mensili

Anche nella riforma della “Buona scuola” è prevista una misura di welfare aziendale. Nel decreto 0-6 del provvedimento in questione rientra infatti un’agevolazione riservata alle famiglie dei dipendenti che iscrivono il proprio bambino all’asilo nido. Si chiama proprio “buono nido”, non prevede oneri fiscali e neppure oneri previdenziali a carico del datore di lavoro né del beneficiario. Non è un’iniziativa catalogabile al sistema di welfare statale, obbligatorio per tutti i cittadini che rispettino determinati requisiti (come accade per il bonus bebè, il voucher per servizi di baby sitting, il bonus asilo per i nati dal 2016), ma è un buono che appartiene appunto al welfare aziendale, vale a dire a quella serie di beni e servizi offerti dal datore di lavoro ai propri dipendenti sulla base della contrattazione collettiva nazionale o integrativa aziendale. Proprio attraverso questi contratti verranno stabilite le modalità e le tempistiche del pagamento del buono.
Secondo quanto prevede la norma, le aziende potranno erogare una somma massima di 150 euro mensili esentasse a dipendenti con figli in età compresa fra i 3 mesi e i 3 anni. Tale cifra potrà essere utilizzata a riduzione della retta dell'asilo nido accreditato o a gestione comunale.

 

I nodi ancora da sciogliere

Per conoscere altri dettagli occorrerà però attendere l'emanazione dei decreti operativi che dovranno stabilire, ad esempio, la compatibilità o meno con il bonus nido da 1.000 euro e la possibilità, inoltre, che quest’altro bonus nido da 150 euro possa essere riconosciuto o meno ad entrambi i genitori-dipendenti in modo tale da contare così su 300 euro complessivi. La normativa prevede anche l’opportunità per gli enti locali di stabilire tariffe agevolate per asili nido e scuole dell’infanzia a seconda dell’Isee familiare fino a un’esenzione totale della retta nei casi di nuclei particolarmente disagiati.

 

La misura si va ad aggiungere ad altri interventi

Il buono asilo da 150 euro mensili si va ad aggiungere a una serie di misure messe in campo per quest’anno. Ci sono i provvedimenti contenuti nella Legge di Bilancio 2018. La manovra ha definito l’insieme dei bonus famiglia richiedibili nell’anno appena iniziato. Si tratta sostanzialmente di una proroga di molte misure già introdotte negli ultimi anni: dal bonus bebè (allungato per un anno) a quello “mamme domani”, passando per il voucher per acquistare servizi di baby sitting. Ma oltre alla legge di Bilancio, tra le novità in materia di welfare aziendale, e nello specifico per le famiglie, c’è il decreto del ministero del Lavoro e del dicastero dell’Economia e delle Finanze firmato a settembre che riconosce sgravi contributivi alle imprese del settore privato che prevedono istituti di conciliazione tra lavoro e vita privata nei contratti aziendali.

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