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Smart working: casa dolce ufficio con Siemens Italia

Il modello di industria 4.0, digitale e iperconnesso, agevola come mai prima d’ora il lavoro da remoto e in mobilità. Lo smart working sta alla produzione intelligente come la catena di montaggio a quella taylorista. La prima vittima eccellente della quarta rivoluzione industriale, perciò, rischia di essere l’ufficio. Per 305mila lavoratori italiani (l’8% degli occupati) il lavoro agile è già una realtà e presto il cartellino potrebbe diventare un ricordo per molti altri (+ 14% in un anno,)
Siemens Italia è stata una delle prime imprese a ricorrere a questo modello nato per ottimizzare il work-life balance e riassunto nello slogan “Lavora dove vuoi, lavora quando vuoi, lavora bene”. «Già nel 2011 abbiamo iniziato dei progetti-pilota in alcune divisioni - ricorda Federica Fasoli, Head of Human resources dell’azienda - . Oggi, abbiamo firmato un accordo con i sindacati per un nuovo piano di welfare aziendale che dal 2018, porterà tutta l’organizzazione a un regime pieno di smart working». Arriva così a compimento un programma pionieristico: «Sette anni fa, ancor prima che esistesse un disegno di legge sul punto, abbiamo portato avanti la nostra idea di lavoro agile, muovendoci all’interno del quadro normativo esistente». Un modello – basato su linee-guida innovative riguardo a sicurezza informatica e utilizzo degli strumenti di lavoro – che, ammette, «ha fatto scuola».

 

Un esercito di oltre 2mila lavoratori “smart”

A oggi, gli smart workers di Siemens Italia sono 1.700, ma con l’inizio dell’anno il numero è ulteriormente cresciuto grazie all’accordo raggiunto dall’impresa con le tre principali sigle sindacali. «In questi anni, i sindacati hanno potuto constatare che il lavoro agile aumenta il benessere aziendale, favorendo integrazione e diversità nel personale», spiega Fasoli. «Abbiamo molte mamme, anche di tanti bambini, in ruoli manageriali che riescono a conciliare carriera e famiglia con serenità ed efficacia». A trarre vantaggio dalla flessibilità di orari e luogo di lavoro, però, non è solo l’occupazione femminile: «Lo smart working agevola anche l’impiego di persone con disabilità motorie, calendari religiosi o stili di vita diversi».
I risultati sono incoraggianti: l’engagement survey, che ogni due anni sonda la soddisfazione dei dipendenti, certifica un miglioramento delle condizioni di lavoro e del benessere in azienda delle persone impiegate in Siemens Italia. Alla domanda “Riuscite a conciliare vita personale e lavorativa”, le risposte positive superano del 9% la media delle altre aziende italiane. Indice del fatto che questo modello organizzativo migliora significativamente il work-life-balance. E, se il dipendente è più felice e sereno, anche l’azienda ne guadagna, sottolinea Fasoli: «Il tasso di assenteismo è inferiore del 7% nelle divisioni dove è applicato lo smart working».

 

Un ampio progetto di sostegno alla genitorialità

Il lavoro agile è parte del programma di sostegno alla genitorialità che comprende anche abbonamenti per il trasporto pubblico, contributi per asili e scuole dei figli, assicurazione sanitaria per la famiglia. Da maggio il sistema di welfare aziendale si è arricchito ancora: «Nel piano Good Life, solo per fare un esempio», conclude Fasoli, «abbiamo aggiunto corsi di formazione per i genitori su come aiutare i figli a evitare la dipendenza da Internet o da altri strumenti digitali». Iperconnessi sì, ma con responsabilità.

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