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Vacanze, quando l’azienda premia i dipendenti

Un buon piano di welfare aziendale oggi è uno strumento di competitività, un elemento distintivo di brand reputation e decisivo per attrarre e trattenere i migliori talenti. Le aziende lo hanno capito e negli ultimi anni hanno arricchito il paniere dei servizi che mettono a disposizione dei dipendenti. Anche adottando soluzioni “creative”, su misura e attente alla loro salute psico-fisica. Livelli di stress elevati e carichi di lavoro superiori alla media possono, infatti, avere un impatto negativo anche sulla produttività. Una soluzione ideale per assicurare il meritato riposo a quei dipendenti capaci di raggiungere gli obiettivi che gli erano stati assegnati, è inserire all’interno del piano di welfare dell’impresa attività dedicate al benessere e al tempo libero, come per esempio i viaggi premio.

 

Le esperienze delle aziende

Altrove le vacanze premio sono una realtà già consolidata. Tanto che ci sono casi particolarmente innovativi come quello della compagnia pubblicitaria californiana SteelHouse che dal 2011 regala 2mila dollari l’anno ai dipendenti perché li spendano in viaggi e vacanze. Mentre il gruppo Airbnb offre trimestralmente a ogni dipendente 500 dollari da spendere nelle strutture della propria rete. Anche in Italia da qualche anno è cresciuto il numero di aziende che prevedono misure destinate a facilitare la vacanza dei dipendenti. Come il caso del Colorificio San Marco, di Treviso, che mette a disposizione dei dipendenti alcuni appartamenti al mare, a Bibbione. Aziende di dimensioni più grandi, come Luxottica e Ferrero, invece, da qualche anno offrono campi estivi per i figli dei dipendenti.

 

Servizio accessibile anche a imprese medie e piccole

La legge di Stabilità 2016 ha ampliato l’offerta di servizi che le aziende possono offrire ai dipendenti e ha incentivato queste misure con le agevolazioni fiscali. In questo modo ha reso praticabile e conveniente l’adozione di soluzioni di welfare aziendale anche per imprese di dimensioni medie e piccole.
Tra le finalità delle misure che le aziende possono proporre come welfare in totale esenzione fiscale e contributiva, secondo quanto previsto dall’articolo 100 del Testo unico delle imposte sui redditi, c’è la “ricreazione”. E forse niente è più ricreativo di una bella vacanza.

 

Il vantaggio dell'esenzione contributiva

Il bonus per viaggi di piacere conquista così un posto importante tra benefit che i dipendenti possono scegliere sulla base delle esigenze personali e famigliari. Quando si tratta di vacanze, una di quelle spese ricorrenti e spesso significative per il bilancio famigliare, l’esenzione fiscale e contributiva può fare sicuramente la differenza.
Un caso concreto: un’impresa decide di premiare i dipendenti con 2mila euro di retribuzione aggiuntiva sulla mensilità di giugno e un dipendente vuole usare quella somma per pagare le vacanze di famiglia. Se l’azienda concede i 2mila euro come retribuzione in busta paga il dipendente, una volta pagati Irpef e contributi, si trova ad avere un budget per le vacanze di circa 1.200 euro. Se invece i 2mila fossero pagati con un paniere di servizi che includesse anche le vacanze, allora il budget salirebbe ai 2mila euro di partenza. Un vantaggio di 800 euro (cioè un 40% in più) che si può tradurre, per esempio, in una settimana di vacanza aggiuntiva o in un “upgrade” della classe dei biglietti aerei.

 

Convezione diretta con agenzie o strutture ricettive

L’azienda che vuole introdurre le spese per vacanze nel suo paniere di misure di welfare aziendale può scegliere tra diverse formule. Può ad esempio siglare una convenzione diretta con agenzie di viaggi, tour operator, compagnie aeree e ferroviarie o strutture ricettive a cui i dipendenti potranno rivolgersi per comprare biglietti, notti d’albergo o interi pacchetti vacanze. Oppure può scegliere una strada meno laboriosa e lasciare maggiore libertà ai dipendenti, rivolgendosi a una società che si occupa di soluzioni di welfare aziendale che già dispone di una rete di operatori turistici convenzionati molto più vasta e consolidata. I dipendenti ricevono in questo caso un ammontare deciso dall’azienda su un proprio conto welfare che può essere trasformato in voucher da utilizzare per acquistare viaggi e pacchetti vacanze scegliendo tra una grande varietà di soluzioni.

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