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Genitori al lavoro: tre benefit per dipendenti con figli

L’Italia non fa più bambini: in otto anni, fra il 2008 e il 2016, le nascite sono diminuite di 100mila unità. Il bonus bebè e gli altri bonus famiglia introdotti dal governo a sostegno della genitorialità potrebbero non bastare a invertire una tendenza frutto anche della difficile conciliazione fra vita privata e vita lavorativa. A fare la differenza oggi è infatti soprattutto la gestione quotidiana del tempo, fra ritmi privati frenetici e impegni aziendali. Proprio in quest’ottica, politiche di welfare aziendale attente alla famiglie con figli potrebbero essere la chiave di volta per far sì che quella fra carriera e famiglia non sia una scelta obbligata.
Sempre più imprese, infatti, offrono ai propri dipendenti servizi di sostegno alla genitorialità in grado di migliorare il loro work-life balance. E quando la gestione di figli non è più un incubo anche la produttività ne guadagna, perché il benessere dei dipendenti e dell’azienda vanno di pari passo. Se a questo si aggiungono i vantaggi fiscali confermati dalla legge di bilancio 2018, si capisce perché il secondo welfare sia un’opportunità da cogliere al volo. Ecco tre modelli virtuosi di benefit le famiglie.

 

Smart Working

Ore 8: accompagnare i figli a scuola. Ore 14: riprenderli e preparare il pranzo. Ore 17.30: portarli al campo sportivo. Conciliare questa agenda quotidiana con gli orari aziendali sembra una missione impossibile. Ma con lo smart working si può. Grazie al lavoro agile, infatti, è il dipendente a stabilire il work-life balance ottimale, tarandolo sulle proprie esigenze familiari e di vita privata. Non è necessario timbrare il cartellino e il lavoro diventa “fluido” e può essere svolto da qualsiasi luogo: basta un pc, un telefono, e una connessione a internet. L’azienda fissa gli obiettivi, e il dipendente è chiamato a raggiungerli gestendo in autonomia spazi e tempi.
Recenti ricerche dimostrano miglioramenti significativi nei rapporti con i superiori e nel livello di produttività (+15%). Ecco perché in Italia sono già 305mila gli smart workers, con una crescita del 60% nell’ultimo triennio. Sono molte le grandi imprese che hanno sposato il modello con notevoli benefici sul fronte della produttività e della soddisfazione dei dipendenti.

 

Asilo Nido Aziendale

Certo, non tutte le mansioni sono “virtualizzabili” o gestibili da remoto: ci sono lavori che non possono essere svolti al di fuori dei locali dell’impresa e per un genitore questo può essere un problema, specialmente se i figli sono piccoli. Bonus bebè e bonus famiglia non sempre bastano a coprire i costi di un asilo o di una baby-sitter. E poi ci sono i tempi: una riunione last minute, una telefonata posticipata può creare seri problemi a un genitore che deve ritirare i bimbi all’asilo o a scuola. In questo caso, esigenze familiari e produttive possono trovare una conciliazione negli asili nido aziendali. Qui i dipendenti possono lasciare i propri bambini durante l’orario di lavoro, con la tranquillità di sapere che sono al sicuro e “a portata di mano”. L’idea risale a un secolo fa, quando Luisa Spagnoli, fondatrice di Perugina, fondò il primo nello stabilimento di Fontivegge. Da allora molte aziende – fra le quali Ferrero e Vodafone per esempio – si sono dotate di asili nido aziendali o interaziendali (oggi sono 132 nella sola Lombardia). E per le imprese più piccole, in mancanza di spazio, i voucher  baby-sitter e le tate convenzionate rappresentano una soluzione altrettanto efficiente.

 

Quando il figlio diventa grande

Con gli anni l’autonomia dei figli aumenta, ma crescono anche le loro esigenze. Studio, sport, vacanze sono tutte attività che hanno un costo in termini di tempo e denaro. Così, nei loro programmi di welfare aziendale alcune imprese hanno inserito anche viaggi per i ragazzi, borse di studio, corsi di lingua, rimborsi per l’acquisto di libri e addirittura servizi di orientamento scolastico. Luxottica, per esempio, organizza ogni estate campus estivi sulle spiagge di Bibione. Barilla, Enav e Sea Aeroporti finanziano soggiorni di studio all’estero per i ragazzi più meritevoli (Stati Uniti, Cina e Malesia fra le mete). Eni, infine, offre corsi di lingua inglese e due programmi di orientamento scolastico per aiutare i figli dei dipendenti nella scelta del percorso universitario o lavorativo.

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