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Che cos’è il Welfare Aziendale

Il welfare aziendale è uno strumento a disposizione delle imprese per erogare bonus e servizi ai lavoratori e usufruire di sgravi fiscali.

Per welfare aziendale si intende l’insieme delle prestazioni non monetarie a sostegno del dipendente. Un pacchetto di possibilità in affiancamento alla classica retribuzione nella forma di agevolazioni e rimborsi, che si traducono in benefit significativi per il dipendente e che contemplano importanti vantaggi fiscali per l’azienda. Il welfare aziendale permette di finanziare servizi alle famiglie come gli asili nido, ma anche polizze sanitarie e spese mediche, previdenza complementare, abbonamento ai trasporti o addirittura viaggi. Il welfare aziendale può includere anche l’erogazione di buoni d’acquisto per il carburante, lo shopping o la spesa al supermercato. Anche sport e benessere, tempo libero, cultura e formazione possono rientrare all’interno delle iniziative di welfare aziendale. Si tratta di un’alternativa al bonus monetario in busta paga, che rispetto ad esso offre ottimi incentivi fiscali e, in molti casi, la detassazione completa.

Il Welfare aziendale, la svolta

Come le leggi di Stabilità 2016 e 2017 hanno incentivato il welfare aziendale. Le novità del 2018.

Oggi il welfare è sempre più diffuso anche fra le Piccole e medie imprese. Già con la legge di Stabilità 2016 il governo ha scelto di incentivare il welfare aziendale allargando il campo di applicazione e la possibilità di dedurre le spese dall’imponibile dell’azienda. Sempre con la Stabilità 2016 è stata riconosciuta al datore di lavoro la possibilità di erogare beni e servizi anche mediante voucher. La legge ha fatto poi leva sul premio di produttività, con la possibilità di convertirlo in beni e servizi, beneficiando di maggiori agevolazioni fiscali, e sull’ampliamento del paniere dei benefit. La legge di Stabilità 2017 ha innalzato a 80mila euro (prima era di 50mila euro) i redditi da lavoro dipendente che possono ottenere la completa detassazione dei premi di risultato. E ora, con la Stabilità 2018 è arrivato un ulteriore ampliamento del paniere dei benefit e che prevede l’esclusione dal reddito di lavoro delle somme erogate per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico del dipendente e dei familiari.

Il ruolo del Welfare in azienda

Premi di produttività e flexible benefit: così il “secondo welfare” favorisce la conciliazione vita-lavoro.

Il welfare è uno strumento prezioso per migliorare il clima interno e il benessere dei dipendenti. È in grado di trattenere i talenti migliori e attrarne di nuovi facendo leva su benefit importanti non solo per il loro valore economico in sé, ma anche per la possibilità di conciliare vita privata e vita lavorativa.
Un piano di welfare favorisce il raggiungimento di un’elevata produttività e competitività, senza compromettere la sostenibilità dell’impresa. L’obiettivo è duplice: da una parte creare un buon clima lavorativo e premiare la produttività dei dipendenti, dall’altro usufruire di importanti benefici fiscali. Piani ben strutturati favoriscono la creazione di un rapporto di fiducia tra azienda e dipendenti, riducono il turnover, l’assenteismo e il divario di genere. I servizi offerti possono avere anche la forma dei flexible benefit, ossia una serie di beni e servizi – a fronte di un tetto massimo di spesa – fra i quali il dipendente può scegliere quello che più soddisfa i suoi interessi.

I destinatari delle iniziative di Welfare

Per definire un piano di benefit aziendali e accedere ai vantaggi fiscali è necessario coinvolgere categorie omogenee di dipendenti.

Requisito essenziale per la non imponibilità delle somme destinate a un piano di welfare è la loro assegnazione alla generalità della popolazione aziendale o a categorie omogenee di dipendenti. Ecco alcuni dei criteri applicabili:


  • Dipendenti che hanno in comune la sede o l’ufficio dove prestano la loro opera
  • Dipendenti che condividono lo stesso livello salariale, anche attraverso la costituzione di soglie sotto o sopra la quale sono riconosciuti certi benefit e non altri
  • Dipendenti che hanno lo stesso livello contrattuale
  • Dipendenti con esigenze sociali, personali e organizzative simili.


Inoltre, la manovra 2017 ha potenziato il fronte della detassazione sui premi di risultato: il limite per i bonus è salito dai vecchi 2mila euro fino a 3mila e si è allargata anche la platea dei beneficiari, con lo spostamento verso l’alto del tetto di reddito per avere la tassazione agevolata, da 50mila a 80mila euro lordi annui.

I Benefit a disposizionedei dipendenti

Non solo sanità e previdenza. Ora anche formazione, sport e tempo libero nei piani di welfare aziendale.

L’obiettivo del welfare aziendale è incrementare il potere d’acquisto delle famiglie usando la leva fiscale, con beni e servizi da offrire ai dipendenti senza aumentare il loro reddito imponibile e il peso dell’erario sul datore di lavoro. Di seguito i principali ambiti di applicabilità:

  • Sanità. Rimborsi sulle spese sanitarie sostenute o convenzioni con strutture e specialisti privati.
  • Assistenza. Operatori socio-assistenziali per far fronte alla cura di un familiare anziano o non autosufficiente. Assicurazioni sul rischio di non autosufficienza e malattia grave ed erogazione di buoni per il pagamento di una babysitter.
  • Istruzione. Pagamento dell’asilo nido, mense, tasse universitarie, libri di testo, campus estivi e gite, ma anche formazione professionale e personale del dipendente.
  • Previdenza. Possibilità di destinare parte o tutto il proprio conto welfare come integrazione al contributo previdenziale versato al fondo pensione.
  • Tempo libero & benessere. Offerte legate allo sport, alla cura del sé, ai viaggi e alla cultura.
  • Buoni acquisto. Voucher per lo shopping o la spesa alimentare e i buoni carburante.
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